Scuola di Musica
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Stefano Capelli
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Corso di Fisarmonica

Insegnante: professor NADIO MARENCO

Nato a Savona nel 1975 si avvicina sin dalla tenera età di sei anni alla musica, iniziando a conoscere la fisarmonica con il professore Roger Spinetta. La sua formazione musicale si é poi arricchita più avanti negli anni con l'incontro della professoressa Eugenia Marini e il professore Sergio Scappini (insegnante di fisarmonica del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e Fisarmonicista dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano).
Nel 1994 inizia una carriera che per qualche anno sarà dedicata ai più svariati generi musicali: dal jazz alla musica folk, dalla musica classica all'amore per il tango argentino di Astor Piazzolla...
Dal 2001 collabora stabilmente con il cantautore torinese Gipo Farassino con il quale partecipa alla Tourné teatrale Sangon Blues che toccherà le principali città dell'Argentina, del Brasile e dell’Uruguay come Buenos Aires, Cordoba, Mendoza, Mar del Plata, Santa Fe, Montevideo, Sao Paolo, Rosario..
Contemporaneamente si contano anche le partecipazioni con varie Radio e reti TV (RadioRai, Radiodue, Radiotre, Canale5, Rete4 e varie reti private...) e le collaborazioni con: il Teatro Stabile di Torino, il fisarmonicista jazz Gianni Coscia, Bruno Gambarotta, Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni i cantanti Iva Zanicchi, Memo Remigi, Enzo Jannacci, Claudio Rossi, la Fisorchestra C.Pattaccini in qualità di primo fisarmonicista, il soprano islandese Halla Margrait Harnadottir, il Manasco quintet, il Rhapsodjia Trio.
Forma un duo stabile con il chitarrista Alessio Nebiolo su un repertorio orientato alla musica del 900, con particolare riferimento ad Astor Piazzolla.
Tale Duo svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero.
Sono stati applauditi in numerose sale da concerto in Italia (Venezia, Milano, Modena, Asti, Camerino, Novara, Chioggia...), invitati da importanti Festival ed enti promotori quali il Festival Galuppi di Venezia e molte altre associazioni musicali, sedi A.GI.MUS ed amministrazioni regionali e provinciali. All'estero si sono esibiti nelle principali città della Svizzera (Ginevra, Berna, Thun, Nyon, Gland, Lancy...), della Francia (Parigi, Annecy in occasione del Festival Internazionale del Cinema...), Svezia (Stoccolma, in collaborazione con l'Ufficio di cultura Italiano – esecuzione della prima assoluta del brano Waltan per duo fisarmonica-chitarra di P.Ferro) e Germania (Wolfsburg presso il Castello, in collaborazione con l'Ufficio di cultura Italiana).
Hanno inciso per l'etichetta Arpeggio e per Classica Viva.
In duo con il fisarmonicista Michele Marenco ha tenuto un concerto presso l’Istituto di cultura di lingua spagnola Cervantes di Milano.
Ha collaborato con l'Orchestra dell'Associazione Lirica e Concertistica Italiana nel Progetto Tournèe Opera Domani nella produzione: L'Amore delle tre Melarance opera di Sergej Prokof'ev con la direzione di Dmitri Jurowski.
Tournèe (Teatro dell'Arte Milano, Teatro Comunale Bologna, Teatro Sociale Como, Teatro Sociale Lecco, Teatro Cagnoni Vigevano, Teatro Ariosto Reggio Emilia, Teatro Alighieri Ravenna, Teatro Ponchielli Cremona, Auditorium Santa Chiara Trento, Teatro Santa Giulia Brescia, Teatro Valdocco Torino, Bormio, Bergamo, Teatro Fraschini Pavia, Teatro Apollonio Varese...), Il Don Giovanni e Il Flauto Magico di W.A.Mozart diretti da Carlo Tenan. Ha partecipato alla Prima dell’Opera La Bella e la Bestia musica di Marco Tutino e libretto di Giuseppe di Leva, collaborando con l’”Ensemble del Teatro Comunale di Modena”.
Vanta la collaborazione con il Coro Torino Vocal Ensemble col quale si è esibito a Torino (Teatro Lingotto), Pescara, Campobasso, Sulmona... in un progetto dedicato alla musica contemporanea.
In qualità di fisarmonicista solista si ricordano le recenti perfomance al Festival Internazionale della fisarmonica di Erbezzo Verona, al Festival Internazionale Armonjkaer di Aarhus in Danimarca e al Festival Internazionale della Fisarmonica di Monza.
Ha insegnato presso la Scuola Media Robecchi di Vigevano (Corso Sperimentale di Fisarmonica) Ora è Docente di fisarmonica alla Scuola Civica Luigi Costa ed è responsabile del corso “Il Coro di Vigevano” presso le Scuole Elementari De Amicis e Negri di Vigevano.
Docente nel Seminario “Quando la fisarmonica sostituisce…” presso il Conservatorio A.Vivaldi di Alessandria all’interno del Master “Guitar Symposium
Cenni storici:
La fisarmonica è uno strumento musicale aerofono a mantice; è stata per lunghi anni uno strumento folcloristico legato alla tradizione della danza popolare. Il primo brevetto di un accordion, termine oggi usato in molte lingue (pur con varianti grafiche) per indicare la fisarmonica, fu depositato il 6 maggio del 1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian e dai suoi figli Carl e Guido. Lo strumento di Demian aveva dieci bottoni per eseguire le linee melodiche e due bottoni per i bassi. Le evoluzioni tecniche e costruttive dello strumento hanno sempre più perfezionato il suo timbro e la sua intonazione, favorendo la presenza dello strumento anche in ambiti musicali più colti. La fisarmonica ha due bottoniere: una corrispondente alla mano sinistra, l'accompagnamento che fa suonare i bassi e gli accordi maggiori, minori, di settima (senza la quinta) e di quinta diminuita, l'altra corrispondente alla mano destra serve al canto ed è definita "bottoniera cantabile". Esistono anche fisarmoniche dove la mano destra suona su una tastiera simile a quella del pianoforte. Queste tastiere raggiunsero il boom negli anni 20 quando sulle navi da crociera il pianista dovette adattarsi a suonare anche questo strumento, indispensabile per certi brani. Venne denominata "fisarmonica a piano" mentre la vera fisarmonica è "a bottoni" detta anche "cromatica". Esistono una variante della fisarmonica a bottoni: la fisarmonica "diatonica", identica nell'aspetto a quella cromatica, ma che differisce per il funzionamento; nella cromatica un bottone produce la stessa nota indipendentemente dal verso del mantice (in gergo, il verso indica il movimento che si esegue, ossia apertura o chiusura), mentre nella diatonica lo stesso bottone produce due note diverse a seconda del verso del mantice.