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Corso di Violino: Insegnante: Professoressa MONIA ZILIANI
Ha studiato violino alla “Scuola Civica di Musica” di Milano sotto la guida dei maestri A. Leone e M. Pastori.
Si è diplomata nel 1996 da privatista presso il conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria. Si è perfezionata all’Accademia Internazionale di Musica di Novara con Maya Yokanovik. Dal 1994 ad oggi ha collaborato con orchestre sinfoniche e cameristiche con le quali ha tenuto concerti nelle sale e teatri più importanti in Italia e all’estero. Dal 1999 svolge attività concertistica in quartetto e quintetto con successo di pubblico e critica. Dal 2000 al 2003 ha fatto parte dell’orchestra della RAI di Milano per il programma televisivo di RAI Uno “Ci vediamo in TV” di Paolo Limiti in diretta quotidiana. Ha avuto il ruolo di violino solista nella tournee del musical con Raffaele Paganini “7 spose per 7 fratelli”. Ha fatto parte dell’orchestra in produzioni televisive per le reti Mediaset e registrazioni discografiche collaborando con importanti maestri arrangiatori quali: Peppe Vessicchio, Vince Tempera, Renato Serio, Lucio Fabbri e Fio Zanotti. Ha collaborato e collabora con i più importanti artisti dello spettacolo; Andrea Bocelli, che ha seguito più volte in tournee, Lucio Dalla, Renato Zero, Claudio Baglioni, Zucchero, Francesco Renga, Ron, Elisa ecc. Dal 2005 collabora al progetto musicale nella scuola elementare di Castelnuovo Fogliani ed è docente di violino nella nostra scuola di musica. |
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cenni storici:
Le fonti più antiche riguardanti l'origine del violino ci permettono di farlo risalire all'inizio del XVI secolo. I primi strumenti erano probabilmente soltanto un'evoluzione di strumenti ad arco preesistenti. Erano costruiti in "famiglie" comprendenti 3 taglie diverse di strumenti: il soprano, che corrisponde al violino, il contralto o tenore, che corrisponde all'attuale viola, il basso, cioè l'odierno violoncello. Nella prima parte del XVI secolo, il soprano ed il contralto o tenore di viola da braccio avevano solamente tre corde, e la loro accordatura secondo trattati d'epoca, era variabile, mentre per il basso si trovavano accordature sia a tre che a quattro corde, arrivando talvolta fino a cinque, come testimoniato in fonti iconografiche. Questa famiglia di strumenti era detta delle viole da braccio e si poneva in aperto antagonismo con quella delle viole da gamba: queste ultime erano generalmente considerate strumenti più nobili, ed erano utilizzate soprattutto per eseguire brani di grande impegno compositivo e di carattere serio e cerebrale, oppure malinconico; le viole da braccio, invece, vengono destinate, almeno in un primo momento, soprattutto alla musica per danza. Secondo autori cremonesi e altri della loro scuola, più antico violino giunto in nostro possesso sarebbe stato costruito da Andrea Amati e sarebbe datato 1564; tuttavia recenti ricerche ne mettono in dubbio l'autenticità e soprattutto la datazione e si concentrano su altri esemplari coevi interessanti come alcuni appartenenti alla dinastia dei Micheli e di Gasparo. I centri più importanti nella costruzione dei violini, furono soprattutto Brescia e Cremona dove rispettivamente operavano Zanetto e Pellegrino Micheli appartenenti alla più antica dinastia liutaria, Gasparo Da Salò e Giovanni Paolo Maggini, e Andrea Amati e i figli Antonio e Girolamo a Cremona, dal 1560 circa. A Venezia, invece l'attività inizia con Pietro Linarolo, anche se violini di fattura meno accurata erano costruiti anche in Belgio (Bruxelles, Anversa) ed in altre città europee come Lione. C'è da rilevare però che già alcuni studiosi di fine Ottocento avevano focalizzato Brescia come centro privilegiato di veri e propri "maestri" specializzati nella costruzione di strumenti ad arco come viole, violette, violoni e lire di tutti i tipi, a partire dalla fine del 1400. Il tutto secondo le ferre regole veneziane dell'arte artigiana che sorvegliava severamente l'uso di tale titolo. Successivamente in questa città appare precocemente (1530) il termine violino e del 1558 sono i primi documenti che testimoniano veri e propri "magistri" prima di Gasparo da Salò e precisamente la dinastia Micheli, proveniente da Montichiari e altri come Guglielmo Frigiadi, Francesco Inverardi, Pellegrino Micheli e suo cognato Battista Doneda, Battista Laffranchi. Accanto a loro una serie di virtuosi suonatori dotati di patente professionale, diffonderà lo strumento. Storicamente, a fronte della sostenuta fama di presunto inventore o canonizzatore del violino, si deve notare che in nessun documento ritrovato fino ad ora Andrea Amati è associato a tale parola; l'unico documento che accenna alla sua professione è un censimento del 1576, un anno dalla morte, dove nel quale si dice semplicemente che: "l'arte sua è de far instrumenti de sonar". Con la morte di Giovan Paolo Maggini durante la peste del 1630, si chiude tragicamente la grande tradizione liutaria bresciana, non essendoci figure in grado di raccogliere e proseguirne l'enorme eredità artistica. Dopo l'exploit della scuola bresciana di liuteria e di esecuzione violinistica, avvenuto alla metà del XVI secolo e diffuso in tutta Europa da compagnie professionali originarie di quella città, a partire dalla metà del XVII secolo, l'arte della liuteria si irradia anche in altre località italiane ed europee. Si formano importanti "scuole", con caratteristiche omogenee al loro interno, quali una particolare forma o tecnologia costruttiva, oppure un particolare colore della vernice, o ancora un particolare timbro di suono. Cremona, terminata tragicamente la concorrenza bresciana, rimane il centro più importante dell'arte liutaria: vi lavorano il figlio di Girolamo Amati, Nicola, vero capostipite della liuteria classica cremonese, ed i suoi discepoli, Antonio Stradivari, Andrea Guarneri, Giovanni Battista Ruggeri e Francesco Rogeri. Ancora tra i maggiori liutai cremonesi si deve ricordare Giuseppe Guarneri, detto anche ”del Gesù”, e gli allievi di Stradivari, i figli Omobono e Francesco e Carlo Bergonzi (liutaio). Sempre in Italia, vera culla della liuteria, abbiamo, a Venezia, Santo Serafino, Domenico Montagnana, Matteo Gofriller, Francesco Gobetti e Pietro Guarneri, a Milano, Giovanni Grancino, altro discepolo di Amati, i Testore, Pietro Landolfi, i Mantegazza, a Bologna i Tononi e i Guidanti, a Firenze i Gabrielli, a Napoli Alessandro Gagliano (uscito dalla scuola di Stradivari) ed i suoi discendenti, a Roma David Tecchler e Michele Plattner, a Torino un altro allievo dello Stradivari, Giovanni Battista Guadagnini ed i suoi discendenti. Si sviluppò anche una scuola tirolese, piuttosto indipendente dall'influenza cremonese, con Jacob Stainer e la famiglia Klotz, il cui capostipite Mathias I aveva appreso la professione dallo Stainer e dal solito Nicola Amati. Nel XIX secolo vennero ancora costruiti eccellenti violini, (Giovanni Francesco Pressenda e Joseph Rocca a Torino e Genova, Jean Baptiste Vuillaume de Mirecourt a Parigi), ma raramente paragonabili ai capolavori dei secoli precedenti. Anche oggi, i solisti cercano preferibilmente di esibirsi con strumenti del XVII e XVIII secolo. Il XX secolo ha pure visto una ricca fioritura di lutherie in tutto il mondo, con nomi ormai affermati quali : Bisiach (Milan), Garimberti (Milan), Fiorini (Munich), Poggi (Bologne), Gaggini (Nice), Sacconi (New York), Carl Becker (Chicago), Sergio Peresson (Philadelphia), Bauer (Angers) ; ed altri, ancora attivi e in via di affermazione : Samuel Zygmuntowicz (Brooklyn), Joseph Curtin & Gregg Alf (Ann Arbor), Regazzi (Bologne), Luiz Bellini (Jackson Heights, New York), Robin (Angers), Roger Graham Hargrave (Meyenburg). La forma esterna del violino non è cambiata dagli strumenti di Andrea Amati ad oggi, ma dalle origini alla prima metà del XIX secolo si sono modificate alcune caratteristiche costruttive secondarie in funzione della musica che vi veniva eseguita. Gli strumenti costruiti prima del 1800 sono stati quasi tutti modificati secondo le nuove esigenze, quindi oggi tutti i migliori strumenti antichi sono molto lontani dallo stato originale. Vi è tuttavia un movimento di interpretazione della musica del passato secondo la prassi esecutiva dell'epoca che utilizza strumenti costruiti tra il XVI ed il XVIII secolo rimessi nella ipotetica condizione d'origine. Il violino che presenta tali caratteristiche è comunemente detto violino barocco. [modifica] Il violino nella musica classica A partire dal periodo Barocco, il violino è stato uno degli strumenti musicali più importanti nella musica classica, per diverse ragioni. Il tono del violino emerge chiaramente al di sopra degli altri strumenti, facendone la voce ideale per portare la melodia o sorreggere il canto. Nelle mani di un buon violinista, si comporta in maniera estremamente agile, potendo eseguire rapidamente delle sequenze di note altrimenti molto difficili da riprodurre con altri mezzi. Inoltre il virtuosismo nel violino è di grande effetto (il suo solo rivale da un punto di vista di effetto e di tecnica è il pianoforte), e quindi i violinisti più dotati hanno affascinato il loro pubblico fin dal XVII secolo. Il violino è anche considerato uno strumento dotato di grande espressività, spesso persino ritenuto capace di avvicinarsi alla voce umana, probabilmente per le grandi possibilità offerte dal vibrato e per la capacità di intervenire con variazioni anche minime sul tono e sul timbro del suono risultante. I violini costituiscono una gran parte di un orchestra, vengono normalmente suddivisi in due sezioni, dette primi e secondi violini. I compositori spesso assegnano la linea del canto ai violini primi, che spesso sono chiamati a suonare musica con maggiore contenuto tecnico, mentre i violini secondi normalmente suonano l'accompagnamento. Un quartetto d'archi allo stesso modo, ha generalmente parti per primi e secondi violini, a cui vanno aggiunti una viola e uno strumento più basso, come il violoncello o il contrabbasso. [modifica] Il violino nella musica popolare Analogamente a molti altri strumenti utilizzati per la musica classica, il violino discende da lontani parenti, più rozzi nella forma, che venivano utilizzati con lo scopo di suonare della musica popolare. In seguito ad un periodo di forte sviluppo nell'ultima parte del Rinascimento, principalmente in Italia, il violino migliorò, sia in termini di volume, sia di tono, sia di agilità nell'esecuzione, fino al punto di diventare uno strumento molto importante nell'espressione musicale, rimanendo al tempo stesso di piacevole utilizzo anche da parte di molti esecutori per la musica popolare. Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_violino" |