| Scuola di Musica via Roma, 90 Busseto (Pr) |
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Presidente Stefano Capelli tel.333-4738033 |

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Corso di Pianoforte: Insegnanti: Professor Luigi Rizzi- Professoressa Stefania Azzoni- |
| curriculum Professor Luigi Rizzi
nato a Fidenza (Pr) nel 1976, si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma dove ha frequentato il Liceo Musicale annesso conseguendo la Maturità Artistica con il massimo dei voti nel 1995. Nel 1992 a 16 anni risulta vincitore, nella sua categoria, del concorso nazionale pianistico “Francois Grimaldi”. Nel 1993 si aggiudica il secondo posto e nel 1995 si classifica 3°. Nel 1998 ha inciso per conto della Perotinus Records “Il Volo”, composizione per pianoforte di Roger Catino. Sempre presso il Conservatorio “A. Boito” prosegue gli studi musicali con G. Tosi e P. Veneri diplomandosi in Composizione nel 2002 e in Direzione D’Orchestra nel 2003. Nel 2002 compone l’Oratorio “Oedipus Rex”, per soli, coro e orchestra e nel 2004 si classifica 5° al Concorso Nazionale di Composizione “Iconavetere” di Foggia. Ha seguito corsi di Direzione d’Orchestra sull’Opera lirica con Marco Guidarini, direttore dell’Opera di Nizza, collaborando inoltre con Antonello Allemandi nell’allestimento delle “Nozze di Figaro” di W.A. Mozart, svolgendo attività come maestro sostituto e accompagnatore. Nel 2005 ha conseguito con il massimo dei voti e la lode il Diploma Abilitante del Corso di Didattica della Musica presso il Conservatorio di Parma. Ha suonato in diverse manifestazioni tra le quali la “Rassegna di primavera” di S.Giovanni in Croce, il “Concerto di S.Cecilia”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Zibello P.se e il concerto di apertura di diverse edizioni della “Maratona Verdiana” di Salsomaggiore Terme. Ha suonato, sia come solista che come accompagnatore, a due edizioni del “Concerto per la pace”, patrocinato dalla Croce Rossa Italiana. Ha composto, eseguito e diretto musiche di scena per rappresentazioni scolastiche riguardanti scuole Materne, Elementari e Medie. Suona in diverse formazioni strumentali alternando l’attività di solista e di accompagnatore a quella di Compositore e Orchestratore. E’ consulente musicale e accompagnatore presso il “Gruppo Corale Cantori di S. Margherita”e dal 1998 si dedica anche all’insegnamento, curando i corsi di Pianoforte, Tastiera e Teoria musicale presso le scuole “E. De Amicis” di Fidenza e S. Agostino di Salsomaggiore Terme dove tutt’ora svolge attività di docente di Musica nella Scuola Media. Dal 2005 è insegnante nei progetti di Educazione Musicale promossi dall’Istituto Comprensivo “A. Barezzi” di Busseto. torna a inizio pagina |
| Corso di Canto, Corale e tastiere Insegnante: Professoressa STEFANIA AZZONI
nata a Parma il 27/07/1979, ha conseguito la maturità artistica nel 1998
presso il Liceo Musicale A. Boito di Parma.
Si è diplomata in pianoforte nel 2000 presso il Conservatorio di musica A. Boito di Parma sotto la guida
della Prof.ssa Liliana Franchi.
Presso l’Università di Parma nel 2006 si è laureata in Lettere ad indirizzo musicologico con una tesi, seguita dal Prof. Paolo Russo, dal titolo “Code e Lyric form nel primo Verdi”. Ha partecipato a due seminari estivi di pianoforte all’accademia di Pescara nel 1998 e 1999 sotto la guida del Prof. Luigi Di Lilio. Si è esibita in varie manifestazioni e spettacoli teatrali sia come solista che come accompagnatrice, suonando anche in funzioni cameristiche. Ha suonato presso il circolo culturale di Carpi (MO) e di Casalgrande (RE) negli anni 1999-2000. Dal 2000 si dedica all’insegnamento dell’educazione musicale nelle scuole materne e nella scuola primaria di Parma e provincia. Ha lavorato come docente di pianoforte, canto corale e propedeutica alla musica in scuole e cooperative di musica quali Coop Carl Orff (PR), Giocamusica di Fidenza (PR), Associazione Do Re Miusic di Busseto (PR). Realizza lezioni concerto e spettacoli nelle scuole. Attualmente lavora nella scuola Primaria “Il Seme” di Castione Marchesi Fidenza (PR) come insegnante di musica e nella scuola secondaria di primo grado della stessa come insegnante di sostegno. Cura inoltre corsi di tastiera presso la scuola primaria e secondaria di primo grado S. Agostino di Salsomaggiore terme (PR) e presso l’Associazione DoReMiusic di Busseto (PR) torna a inizio pagina |
| CENNI STORICI:
L'origine della parola pianoforte è italiana ed è riferita alla possibilità che lo strumento offre di suonare note a volumi diversi in base al tocco, ovvero alla forza applicata dalle dita del pianista sui tasti. Possibilità negata invece da strumenti precedenti quali il clavicembalo. Anche mediante l'intervento sui pedali, che azionano particolari meccanismi, l'esecutore può modificare il suono risultante. Chi suona il pianoforte viene chiamato pianista. In quanto strumento dotato di una tastiera e di corde, il pianoforte è simile al clavicordo e al clavicembalo, dai quali storicamente deriva. I tre strumenti differiscono nel meccanismo di produzione di suono. Nel clavicembalo, le corde vengono pizzicate da due plettri posizionati su un'asticella che si alza quando il tasto viene abbassato, non permettendo così di "colorire" il suono. Nel clavicordo, le corde vengono colpite da tangenti che possono rimanere in contatto con la corda stessa in base alla durata dell'azionamento del tasto. Nel pianoforte, le corde sono colpite da martelletti che immediatamente rimbalzano, permettendo quindi alla corda di vibrare liberamente, fino al rilascio del tasto che provoca l'intervento dello smorzatore. [modifica] Storia Il primo prototipo del pianoforte si ebbe all'inizio del settecento, nel momento del maggior splendore dell'arte clavicembalistica. Fino a poco prima infatti vi era il predominio delle corde pizzicate, invece delle corde percosse, anche se erano nati il clavicordo e il pantaleon. Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori, liutaio e cembalaro, padovano alla corte fiorentina di Ferdinando de' Medici, a partire dal 1698. L'errore comune di far risalire lo strumento al 1711 è dato dal fatto che la notizia dell'invenzione fu scritta da Scipione Maffei nel "Giornale de' Letterati d'Italia" del 1711. Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del settecento con il nome "fortepiano". La novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica. Anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia. L'idea geniale di Cristofori fu appunto la meccanica moderna, ovviamente semplificata rispetto a quella odierna (scappamento semplice): smorzatori, martelletti indipendenti dalla tastiera, scappamento. Questo nuovo strumento permise ai nuovi interpreti di ottenere sonorità più o meno forti a seconda della pressione delle dita sui tasti, a differenza dell'organo e del clavicembalo. Uno dei primi problemi che si presentò fu quello dello scappamento (sistema che permette ad una corda di vibrare riportando il martelletto al proprio posto dopo che questo ha percosso la corda) che fu perfezionato da Cristofori nel 1720. Nel 1721 Christoph Gottlieb Schröter presentò un modello di fortepiano all'Elettore di Sassonia a Dresda, senza successo. Il fortepiano non ebbe successo in Italia, ma l'idea finì molti anni dopo in Germania, dove il costruttore di organi Gottfried Silbermann nel 1726 ricostruì una copia esatta del pianoforte di Cristofori, che sottopose tra l'altro al parere di Johann Sebastian Bach, al quale piacque solo in un secondo momento. Piacque molto invece a Federico II di Prussia, che ne comprò sette per 700 talleri, per arricchire i propri palazzi. Alla bottega dei Gottfried Silbermann si formò André Stein, il quale - dopo essersi reso indipendente - perfezionò ad Augusta in un proprio stabilimento i sistemi dello scappamento e degli smorzatori. Nel 1777 ricevette la visita di Wolfgang Amadeus Mozart, il quale fu molto entusiasta di come quello strumento potesse avere infinite possibilità espressive. I figli di Stein si trasferirono in seguito a Vienna dove crearono una fabbrica di fortepiani. A Vienna, Nanette, figlia di André Stein, sposò Andreas Streicher: per molto tempo i loro fortepiani furono considerati i migliori d'Europa. Nel 1758 Christian Ernst Friederici creò il primo pianoforte "a tavolo" che assomigliava per molti versi al clavicordo e alla spinetta, però era più commerciabile perché costava e ingombrava di meno dei modelli "a coda". I primi "pianoforti verticali" furono creati forse nel 1780 da Johann Schmidt di Salisburgo o nel 1789 da William Southwell di Dublino. Alcune fonti fanno risalire i primi pianoforti verticali con quelli del sacerdote Domenico Del Mela, che in realtà erano a coda ma messi in posizione verticale, molto simili ai piano-giraffe del 1795 inventati in Inghilterra da Robert Stodart. I costruttori francesi più famosi furono Sèbastien Érard e Ignace Pleyel, i cui modelli piacquero molto a Chopin, Dussek e Thalberg. XIX secolo Nel XIX secolo si ebbe un incremento delle corde e della loro lunghezza; il pianoforte aveva bisogno di un'intelaiatura più robusta e il legno non era più adatto per sopportare la tensione. Nel 1808 Broadwood creò dei rinforzi metallici sul telaio, perfezionandoli nel 1822. Nel 1831 l'inglese Thomas Allen inventa un telaio metallico. Nel 1872 Theodor Steinway brevettò un tipo di telaio chiamato "cupola iron frame", mentre nel 1874 inventò il pedale tonale, il cui effetto è quello di mantenere sollevati gli smorzatori dei tasti che vengono premuti nel momento in cui viene abbassato il pedale. Nella seconda metà dell'800 spiccarono altre case costruttrici tedesche come la Blüthner, la Bechstein, la Ibach, Schidmayer, Kaps, Forster, Rönisch e la Steinweg. Theodor Steinway, figlio di Henri Engelhardt Steinweg si trasferì a New York, dove fondò la Steinway & Sons ("Steinway" è l'anglicizzazione del cognome tedesco "Steinweg"): altre filiali furono create a Londra e Amburgo. In Austria fu fondata nel 1828 la Bösendorfer. In Inghilterra comparvero la Collard (ne fu socio Muzio Clementi), la Hopkinson e la Chappel. In Italia è tutt'ora attiva la Schultz & Pollmann di Bolzano anche se prevalgono le case straniere, come i modelli giapponesi della Yamaha e della Kawai. Attualmente sta acquistando prestigio internazionale la Fazioli di Sacile (PN). |