| Scuola di Musica via Roma, 90 Busseto (Pr) |
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Presidente Stefano Capelli tel.333-4738033 |

Corso di Solfeggio: Insegnante: Professoressa Beatrice Delindati nata il 24/08/1981 a S.Secondo P.se, ha conseguito con il massimo dei voti tre diplomi: Teoria e solfeggio presso il Conservatorio A.Boito Parma 10/09/2001 Maturità perito agroindustriale ITIS S.Secondo 10/07/2000 Maturità geometra ITG “Rondani” Parma 09/07/2003 Laureanda in Lettere Moderne Indirizzo Musicologico , superando esami a pieni voti di armonia e contrappunto, storia della musica medioevale, moderna e contemporanea, storia dei sistemi produttivi musicali, videografia e discografia, storia del teatro e dello spettacolo, porterà una tesi sul Teatro Verdi di Busseto relatore Prof. Capra (Direttore della Casa della Musica). Sta frequentando il 5° anno di clarinetto al Conservatorio di Parma. Dal 2006 anno della Fondazione dell’Associazione “Do re music” a Busseto Insegnante di teoria e solfeggio musicale . Da sei anni presso la Casa Natale di Verdi a Roncole Verdi e presso il Teatro G. Verdi di Busseto come guida e in biglietteria; occupandosi anche di progettazione e realizzazione di percorsi didattici. Attiva da 7 anni nel campo del volontariato: Responsabile del Volontariato AUSER cultura e teatro del Comune di Busseto. Il 21 Giugno 2006 vince il concorso e diventa anche guida turistica professionale della Provincia di Parma. . |
Il solfeggio ( da "solfa" composto dalle note musicali Sol e Fa ) è una pratica che consiste nel leggere, ad alta voce e a tempo, uno spartito: nel solfeggio parlato le note sono lette ritmicamente con il proprio nome, ma non intonate; nel solfeggio cantato le note sono anche intonate. Esistono due diversi metodi di lettura intonata: in Italia si usa di solito leggere cantando con il nome della altezza assoluta dei suoni, mentre nella lettura con il do mobile i suoni vengono denominati in base alla loro posizione nella scala diatonica. Nel primo caso l'apprendimento della lettura intonata è complicato dal fatto che le note della scala cambiano nome in base alla tonalità utilizzata ( ne esistono teoricamente 15 maggiori e 15 minori); la lettura con il do mobile comporta invece una analisi della melodia e rende più semplice il riconoscimento degli intervalli, dato che lo stesso intervallo (ad esempio tonica - dominante) viene denominato allo stesso modo in tutte le tonalità. Il metodo del do mobile, ampiamente utilizzato nella pedagogia di Kodály, risale alla solmisazione di Guido d'Arezzo ed è stato reintrodotto in Italia da Goitre.
La pratica del solfeggio è utile per i musicisti neofiti, ed aiuta a prendere dimestichezza con lo spartito, le note, e più in generale con le suddivisioni temporali, con particolare attenzione a situazioni inusuali (sincopi, ritmi irregolari).
Tale pratica è comunque utile anche ai musicisti più esperti, nello studio di passaggi particolarmente elaborati. |